Punto 1°: riflettere su ciò che è stato.
Punto 2°: immaginare cambiamenti epocali.
Punto 3°: interiorizzare.
Punto 4°: farsi prendere dal piglio ottimista.
Punto 5°: tenersi ben distanti dalla consapevolezza che niente cambierà.
Punto 6°: smettere di riflettere.
Punto 7°: smettere di immaginare.
Punto 8°: smettere di interiorizzare.
Punto 9°: smettere di essere ottimisti.
Punto 10°: approssimarsi alla consapevolezza che niente cambierà.
Punto 11°: fare un respiro profondo ed augurarsi, se proprio non si può avere una vita nuova, almeno un vitino nuovo.
Pronto soccorso, interno giorno
Mi presento davanti alla porta col Bobone agonizzate sottobraccio.
Infermiera (appoggiando Donna Moderna sul lettino): “Ha bisogno?”
Io (seria): “No, passavo di qui e ho pensato di verificare se effettivamente siete pronti ad un eventuale soccorso.”
Infermiera (mescolando il caffè): “Scusi?”
Io (impassibile): “Dicevo…il mio ragazzo ha una colica renale, potete fare qualcosa?”
Infermiera (scocciata): “Chiamo il dottore.”
L’infermiera esce dalla stanza sculettando col suo caffettino in mano. Scuoto la testa e mi giro verso il Bobone che mi guarda inquieto. Sostengo lo sguardo. Le nuvole si spostano ad ovest. La donna delle pulizie ci passa lo straccio tra le gambe. Un barelliere spalanca la porta e la contraria sparpaglia le carte di degenza del 2000. Noi immobili. Cala il sole. Risorge. Un vecchio tira le cuoia. Il Bobone esibisce una barba di due giorni. Continuiamo a guardarci fitti-fitti. Ritorna la donna delle pulizie che ci leva di dosso la polvere accumulatasi. Cambio turno infermiere.
Infermiera2: “Avete bisogno?”
Io: “Maschio, 29 anni, 80 kg circa, lamenta dolori al fianco destro, presunta colite renale recidiva”
Infermiera2 (basita): “…”
Io: “Emocromo, esame urine, ecografia addominale”
Infermiera2 (incredula): “!?!”
Io: “Somministrare 500 ml di fisiologica e 50 cc di orudis”
Infermiera2 (impaurita): “???”
Io: “Ha sentito quello che ho detto?”
Infermiera2 (visibilmente turbata): “Provvedo subito!”
L’infermiera esce dalla stanza barcollando. Di lì a poco sopraggiunge il Dottore.
Dottore: “Fortunatamente c’è un letto libero nel reparto di urologia, ricoveriamo immediatamente il SUO paziente e lo teniamo sotto osservazione qualche giorno.”
Ore 10.00 data corrente, sms del Bobone: “Chiamami”
Ore 10.01, chiamo il Bobone
Bobone: “Colica, colica…vienimi a prendere…menaaa”
Bobone Click
Pianto lì quello che stavo facendo, corro dal capo (uomo composto da due polmoni, un cuore e un cellulare) che, neanche a dirlo, è al telefono e gli gesticolo che devo andarmene subito; prima ancora di ricevere il suo consenso (espresso con pollice alzato) sono già sulla porta. A questo punto 30 km di strada mi separano dal Bobone agonizzante…
Primi 50 m
Bobone “ Dove sei?”
Io “Sto andando a prendere la macchina!”
Bobone Click
Primi 2 km
Bobone “Dove sei?”
Io “ Sono appena uscita dalla città!”
Bobone Click
Altri 5 km
Io “Sono all’incrocio del…”
Bobone Click
Altri 8 km
Io “ Ristorante della Rossa”
Bobone Click
Altri 5 km
Bobone “Meeeenaaaa”
Bobone Click
Altri 3 km
Io “Bar della Teresa”
Bobone Click
Ultimi 5 km
Io “Oh, hai rotto! Sto arrivando!”
Io Click
Ultimissimi 2 km
Bobone “Argh!”
Io Click
Arrivo trafelata davanti alla ditta dove lavora, lo carico in macchina e prima che possa aprir bocca metto in chiaro che intendo portarlo immediatamente al pronto soccorso perché non ho nessuna voglia di fare la spola casa-pronto soccorso-casa ogni 4 ore come l’ultima volta; lui di contro “Adesso sto meglio, andiamo a casa”. Gli infliggo un sonoro scappellotto e poi riparto verso il pronto soccorso.
Ancora un post stile lista della spesa, mi scuso con i miei 2 lettori...non capiterà più (o forse si).
Sulla 40mgxml:
Sul Bobone:
Sulla vita di coppia:
Sul lavoro:
Ehm...non aggiorno il blog dal 4 ottobre.
Tanto per capirci l'ultima volta che ho aggiornato il blog faceva caldo, andavo in giro con le magliette di cotone e bevevo gli aperitivi seduta ai tavolini fuori dai bar; adesso invece fa un freddo bestia, ho assunto le sembianze di un attaccapanni e fuori dai bar pendono le luminarie di Natale.
Bene, adesso che abbiamo capito quanto tempo è passato cerchiamo anche di fare il risassunto delle puntate precedenti...
Se c’è una cosa che mi da noia è che mi si metta fretta. Se c’è una cosa che detesto è che mi si metta fretta quando sono sotto la doccia. Se c’è una cosa che mi fa imbestialire è che mi si metta fretta la mattina appena sveglia.
Chi mi conosce sa che opportuno armarsi di pazienza e rispettare i miei ritmi. L’unico che se ne frega è il Bobone che diligentemente, un giorno si ed uno no, fa in modo di scatenarmi un considerevole attacco d’ira salvo poi domandarsi il perché di tanta rabbia.
Ieri mattina ha superato ogni limite di decenza. Al suono della sveglia comincia a scuotermi dicendo che è tardi e che mi devo alzare. Io pigramente mi giro dall’altra parte e biascico “5 minuti…”, ne passa 1 e mezzo e lui torna all’attacco. Lo ignoro completamente nella speranza che si sfinisca da solo. Così facendo non ottengo nessun risultato e allora gli chiedo un po’ di coccole che prontamente mi nega perché, a dir suo, è tardi. Rassegnata mi trascino in bagno con gli occhi semi chiusi. Tempo 1 minuto me lo ritrovo in bagno. Mi butto sotto la doccia e lui è ancora lì a dirmi che è tardi. Riesco ad avere un po’ di pace solo dopo altri 5 minuti di prediche dopodiché esce. Dalla cucina mi urla ancora una volta che è tardi e mi chiede se intendo fare colazione a casa, gli dico che la farò per strada e lui ripiomba in bagno con la scusa di non aver capito e conclude con un altro “sbrigati che è tardi”. Esco dalla doccia e me lo ritrovo intento a svuotare il cesto della biancheria sporca alla ricerca di panni scuri da lavare. Mentre mi lavo i denti tra un è tardi e l’atro mi chiede quale programma deve impostare, gli dico di lasciar stare che ci penso io e lui di contro dice “bhe allora sbrigati perché è tardi”. Usciamo dal bagno insieme io mi dirigo verso la camera e lui in cucina. Mi vesto e lui dalla cucina “a che punto sei?”, mi metto le scarpe e lui “sei pronta??? Dai che è tardi!”. Vado ad impostare la lavatrice ed ecco un altro “dai che è tardi!”. Nervosissima vado verso la cucina, raccato la borsa, le chiavi e pronta per uscire lui mi raggiunge con le spazzature in mano. Lo guardo smarrita e lui mi chiede di accompagnarlo a buttare le spazzature e a prendere le sigarette.
Io: “ Bobi non per niente ma te sei a casa tutta mattina puoi farle da solo queste cose…”
Bobone: “Ma dai così facciamo anche colazione insieme”
Io: “A che ora vuoi farmi arrivare in ufficio?”
Bobone: “Guarda che NON è tardi e poi andiamo al bar qui vicino!”
Io: “ Ah…adesso non è tardi…mi hai sfinito fino adesso per poi dirmi che non è tardi!?!”
Bobone: “Io lo faccio per spronarti! Se non fosse per me tu saresti ancora a letto!”
Io: “Se non fosse per te io non avrei già alle 7.30 di mattina le palle girate!”
Usciamo di casa, buttiamo le spazzature, prendiamo le sigarette e facciamo colazione (lui fa colazione io pianto lì a metà sia la pasta che il cappuccino per il nervoso), il silenzio tra di noi è interrotto solamente dai suoi “che cos’hai?” “che succede?”. Lo riporto a casa e ancora un “che cos’hai? Sei arrabbiata?”
Io: “no! non sono arrabbiata! Ma se continui a chiedermi che cos’ho, ci divento!”
Bobone: “Vabbè…buona giornata e sbrigati che è tardi!”
Io: “Fanculizzati!”
Post Progresso
Da un'idea di The alla menta realizzata in collaborazione con sua cugina, nasce PANNA & CACAO che piacerà tanto alle loro mamme.
L'autrice rivela: "Dopo varie indecisioni, e dopo aver riempito casa (anzi, due case) di ciondoli, braccialetti, calamite, orecchini, portachiavi, borse, sciarpe e cappelli, finalmente ci siamo decise a fare un po' di ordine, e a condividere tutto quello che tra vari tentativi siamo riuscite a creare".
Auitala anche tu a svuatare la soffitta!
Per richieste o info scrivile pannaecacao(at)gmail.com
Previsioni meteo di oggi: cielo sereno o poco nuvoloso
Santo del giorno: San Stipendio protettore del mio umile conto in banca
Citazione: “e parlo, rido e tu, tu non sai perché” (una sbrisolona d'oro a chi l'indovina)
Memorie dal mondo: