martedì, 14 novembre 2006, ore 10:44

Pronto soccorso, interno giorno

Mi presento davanti alla porta col Bobone agonizzate sottobraccio.

Infermiera (appoggiando Donna Moderna sul lettino): “Ha bisogno?”
Io (seria): “No, passavo di qui e ho pensato di verificare se effettivamente siete pronti ad un eventuale soccorso.”
Infermiera (mescolando il caffè): “Scusi?”
Io (impassibile): “Dicevo…il mio ragazzo ha una colica renale, potete fare qualcosa?”
Infermiera (scocciata): “Chiamo il dottore.”

L’infermiera esce dalla stanza sculettando col suo caffettino in mano. Scuoto la testa e mi giro verso il Bobone che mi guarda inquieto. Sostengo lo sguardo. Le nuvole si spostano ad ovest. La donna delle pulizie ci passa lo straccio tra le gambe. Un barelliere spalanca la porta e la contraria sparpaglia le carte di degenza del 2000. Noi immobili. Cala il sole. Risorge. Un vecchio tira le cuoia. Il Bobone esibisce una barba di due giorni. Continuiamo a guardarci fitti-fitti. Ritorna la donna delle pulizie che ci leva di dosso la polvere accumulatasi. Cambio turno infermiere.

Infermiera2: “Avete bisogno?”
Io: “Maschio, 29 anni, 80 kg circa, lamenta dolori al fianco destro, presunta colite renale recidiva”
Infermiera2 (basita): “…”
Io: “Emocromo, esame urine, ecografia addominale”
Infermiera2 (incredula): “!?!”
Io: “Somministrare 500 ml di fisiologica e 50 cc di orudis”
Infermiera2 (impaurita): “???”
Io: “Ha sentito quello che ho detto?”
Infermiera2 (visibilmente turbata): “Provvedo subito!”

L’infermiera esce dalla stanza barcollando. Di lì a poco sopraggiunge il Dottore.

Dottore: “Fortunatamente c’è un letto libero nel reparto di urologia, ricoveriamo immediatamente il SUO paziente e lo teniamo sotto osservazione qualche giorno.”

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venerdì, 29 settembre 2006, ore 16:56

Previsioni meteo di oggi: cielo sereno o poco nuvoloso

 

Santo del giorno: San Stipendio protettore del mio umile conto in banca

 

Citazione: “e parlo, rido e tu, tu non sai perché” (una sbrisolona d'oro a chi l'indovina)


Memorie dal mondo:

  • 1883 - nasce il mio avo Siur Gaetano Rossi
  • 1902 - muore la bestia umana Emile Zola
  • 1918 - Prima guerra Mondiale
  • 1935 - nasce Mr. great balls of fire Jerry Lee Lewis
  • 1936 - nasce chiedendo alla genitrice il consenso Silvio Berlusconi
  • 1964 - La striscia a fumetti di Mafalda appare per la prima volta sui giornali
  • 1979 - Martin Scorsese ed Isabella Rossellini si sposano
  • 1985 - Pubblicato il primo episodio di MacGyver
  • 1995 - Il presidente degli Sati Uniti Bill Clinton ammette pubblicamente per la prima volta l'esistenza della base segreta militare denominata Area 1 (verrà ricordato nella storia per ben altre ammissioni)
  • 1996 - La Nintendo lancia negli Stati Uniti il videogioco che cambierà la mia percenzione del mondo Super Mario 64
  • 2001 - Pubblicato sul Corriere della Sera l'articolo "La rabbia e l'orgoglio" della stimatissima Oriana Fallaci
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martedì, 26 settembre 2006, ore 16:53

Ieri sera io e il Bobone stretti stretti sul divano ci siamo divertiti nel ricordare le miserie passate…

Prima di iniziare la nostra pseudo-convivenza, abitavamo a 100 km di distanza e durante i fine settimana solitamente ero io ad andare da lui.

Un venerdì come tanti altri, dopo il lavoro, lo raggiungo e insieme andiamo al super a fare un po’ di spesa, giusto quel tanto che ci serve per la cena che a domani poi ci penseremo. Cena fredda a base di mozzarelline, insalatina e prosciutto; dopocena casalingo davanti alla tv.
Il sabato mattina seguente con calma, con mooolta calma ci alziamo andiamo al bar per il canonico cappuccino + bombolone alla crema, giretto in centro e poi di nuovo al super per l’approvigionamento necessario al pranzo che tanto sappiam già cosa cucinare: di primo spaghetti con le cozze, di secondo cozze con insalatina, per concludere caffè (cozze) e grappino.
Dopo pranzo sonnellino rigenerante prima di andare in giro per negozi che il Bobone si deve comprare qualcosa perché davanti all’armadio stracolmo di vestiti non sa proprio cosa mettersi.
Il pomeriggio lo passiamo con il portafoglio alla mano che negozio dopo negozio si alleggerisce. Tornati a casa riguardiamo soddisfatti gli acquisti e il Bobone-vanitoso improvvisa un defilè.
E’ tempo di pensare alla cena…ci guardiamo negli occhi, guardiamo nei rispettivi portafogli provati dall’intenso pomeriggio di shopping e in automatico il Bobone parte per comprare le pizze che da TonyPizza con 10 euri si mangia in due. Dopocena svuotiamo i portamonete e centesimino dopo centesimino mettiam su giusto quel che ci serve per comprare due birre…la serata è salva!
Domenica mattina ci alziamo contro voglia perché già sappiamo che il canonico cappuccino + bombolone alla crema lo saltiamo, il Bobone prepara il caffè con mooolto zucchero che almeno qualcosa di dolce lo buttiamo giù.
L’ora di pranzo è scandita dal brontolio delle nostre pance, entriamo nella desolante cucina apriamo l’ancora più desolante frigo che offre: passata di pomodoro ammuffita, un rimasuglio di formaggio del secolo scorso e...niente di più. Il Bobone disperato si gira intorno ed ecco la nostra salvezza: sulla mensola un mezzo vasetto di irriconoscibili carciofini sott’olio. Il pranzo è servito: pane vecchio di 2 giorni e carciofini.
Nel pomeriggio amoreggiamo con più passione del solito perché anche se siamo poveri noi ci amiamo lo stesso. Verso le 17 il Bobone propone di andare a trovare suo fratello perché è certo che ci chiederà di restare a cena. Il fratello dopo meno di un’ora dal nostro arrivo ci invita ad andarcene perché di lì a poco sarebbero arrivati i suoi amici per vedere una partita di calcio che tanto a noi non interessa.
Avviliti e affamati ce ne andiamo, il Bobone mosso da compassione infinta nei miei confronti, a quel punto, decide di farmi tornare a casa considerando che sicuramente mia madre aveva già preparato la cena e lui decide di chiedere credito a TonyPizza che tanto lo conosce e se ci saranno dei problemi saprà dove trovarlo.

Se questa non è miseria!?! 

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lunedì, 25 settembre 2006, ore 13:53

Sottotitolo: Chi ben comincia...

 

Ore 08.00 macchina scoppiettante, radio e sigaretta, come di consueto, accese.

L’obbiettivo primario era  raggiungere l’ufficio con un ritardo ragionevole, il secondario era evitare che le mie orecchie fossero molestate dai Tiziano Ferro vari ed eventuali.

- A pensarci bene potevo pormi come terzo obbiettivo quello di non disseminare cenere in ogni dove durante la pigiatura frenetica dei tasti della radio…ma il lunedì mattina non posso pretendere troppo da me stessa! –

Attirata dalla ridicola parlata di un signore di Bèri che in quel momento era in onda per riportare la sua testimonianza, sospendo la sfiancante operazione cambio stazione/dispersione cenere, sino a capire quale fosse l’argomento trattato: l’ottimismo.

Pare che questa disposizione d'animo che porta a giudicare favorevolmente ciò che ci circonda e fare sempre rosee previsioni tutte pizzi e merletti sia ai più sconosciuta; da qui un lungo susseguirsi di consigli utili e di istruzioni per l’uso.
Carica come non mai anch’io decido di partire alla scoperta dell’ottimismo perduto.
Metto la quarta e viaaa…no frena, frena, freeeena…c’è traffico! Scalo…terza, seconda…e mi fermo. Mi cade l’occhio sull’orologio e realizzo che il mio ritardo ormai è sfacciato. Non mi preoccupo, io sono ottimista! Riparto…prima, seconda…mi fermo. Attendo. Riparto…prima, seconda…mi fermo di nuovo. Attendo ancora, ancora e ancora ma il mio essere ottimista mi porta a pensare che presto la strada si aprirà davanti a me e che l’orologio del mio capo nel frattempo si sarà inesorabilmente fermato; mi convinco che, se così non fosse, sarà comunque talmente tanto contento di rivedermi che non noterà nemmeno il mio ritardo.
Inseguendo i miei pensieri positivi finalmente arrivo nei pressi dell’ufficio ma non trovo parcheggio neanche a morire. Non me la prendo, io sono ottimista! Dopo un lungo girovagare trovo un parcheggino sfigato sotto un albero dimorato da volatili noti ai più come tremendi scagheggiatori; ho la macchina lustra (cosa rara) ma il mio ottimismo mi porta a credere che le adorabili creature svolazzeranno altrove prima di manifestare la loro incontinenza.
Con passo da maratoneta macino metri su metri…comincia a piovere…nessun problema! I miei riccetti staranno comunque a posto, io sono ottimista!
Arrivo stremata davanti al portone dell’ufficio…chiavi, chiavi, chiavi…non ho le chiavi. Mi tocca suonare, adesso tutti sapranno che sono in ritardassimo...ma io sono ottimista! Il capo non c’è ancora, ne sono certa!
Un cavalier servente mi apre la porta…è il capo! Mi guarda malissimo ma non dice niente (sarà ottimista pure lui!?!), a testa bassa raggiungo la mia scrivania, mentre accendo il computer mi raggiunge Mrs. Doubtfire che mi sbatte davanti il lavoro di una settimana e mi dice che devo ultimarlo entro domani sera…inutile dirlo no!?! Io sono ottimista, credo nelle mie capacità, ce la farò! Il computer s’impalla…
A quel punto ho deciso che per oggi non sono più ottimista, ci riprovo domani!

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