Sulla 40mgxml:
Sul Bobone:
Sulla vita di coppia:
Sul lavoro:
Se c’è una cosa che mi da noia è che mi si metta fretta. Se c’è una cosa che detesto è che mi si metta fretta quando sono sotto la doccia. Se c’è una cosa che mi fa imbestialire è che mi si metta fretta la mattina appena sveglia.
Chi mi conosce sa che opportuno armarsi di pazienza e rispettare i miei ritmi. L’unico che se ne frega è il Bobone che diligentemente, un giorno si ed uno no, fa in modo di scatenarmi un considerevole attacco d’ira salvo poi domandarsi il perché di tanta rabbia.
Ieri mattina ha superato ogni limite di decenza. Al suono della sveglia comincia a scuotermi dicendo che è tardi e che mi devo alzare. Io pigramente mi giro dall’altra parte e biascico “5 minuti…”, ne passa 1 e mezzo e lui torna all’attacco. Lo ignoro completamente nella speranza che si sfinisca da solo. Così facendo non ottengo nessun risultato e allora gli chiedo un po’ di coccole che prontamente mi nega perché, a dir suo, è tardi. Rassegnata mi trascino in bagno con gli occhi semi chiusi. Tempo 1 minuto me lo ritrovo in bagno. Mi butto sotto la doccia e lui è ancora lì a dirmi che è tardi. Riesco ad avere un po’ di pace solo dopo altri 5 minuti di prediche dopodiché esce. Dalla cucina mi urla ancora una volta che è tardi e mi chiede se intendo fare colazione a casa, gli dico che la farò per strada e lui ripiomba in bagno con la scusa di non aver capito e conclude con un altro “sbrigati che è tardi”. Esco dalla doccia e me lo ritrovo intento a svuotare il cesto della biancheria sporca alla ricerca di panni scuri da lavare. Mentre mi lavo i denti tra un è tardi e l’atro mi chiede quale programma deve impostare, gli dico di lasciar stare che ci penso io e lui di contro dice “bhe allora sbrigati perché è tardi”. Usciamo dal bagno insieme io mi dirigo verso la camera e lui in cucina. Mi vesto e lui dalla cucina “a che punto sei?”, mi metto le scarpe e lui “sei pronta??? Dai che è tardi!”. Vado ad impostare la lavatrice ed ecco un altro “dai che è tardi!”. Nervosissima vado verso la cucina, raccato la borsa, le chiavi e pronta per uscire lui mi raggiunge con le spazzature in mano. Lo guardo smarrita e lui mi chiede di accompagnarlo a buttare le spazzature e a prendere le sigarette.
Io: “ Bobi non per niente ma te sei a casa tutta mattina puoi farle da solo queste cose…”
Bobone: “Ma dai così facciamo anche colazione insieme”
Io: “A che ora vuoi farmi arrivare in ufficio?”
Bobone: “Guarda che NON è tardi e poi andiamo al bar qui vicino!”
Io: “ Ah…adesso non è tardi…mi hai sfinito fino adesso per poi dirmi che non è tardi!?!”
Bobone: “Io lo faccio per spronarti! Se non fosse per me tu saresti ancora a letto!”
Io: “Se non fosse per te io non avrei già alle 7.30 di mattina le palle girate!”
Usciamo di casa, buttiamo le spazzature, prendiamo le sigarette e facciamo colazione (lui fa colazione io pianto lì a metà sia la pasta che il cappuccino per il nervoso), il silenzio tra di noi è interrotto solamente dai suoi “che cos’hai?” “che succede?”. Lo riporto a casa e ancora un “che cos’hai? Sei arrabbiata?”
Io: “no! non sono arrabbiata! Ma se continui a chiedermi che cos’ho, ci divento!”
Bobone: “Vabbè…buona giornata e sbrigati che è tardi!”
Io: “Fanculizzati!”
Ieri sera davanti alla tv solita lotta per la conquista del telecomando.
Il Bobone, astuto come una faina, durante la cena ha approfittato di una mia distrazione per appropriarsi indebitamente del suddetto scettro del potere e se l’è nascosto per benino.
Nel momento di raggomitolarsi sul divano iniziano la mia ricerca disperata e il suo sghignazzamento.
Alla mia resa, il Bobone tira fuori il telecomando e si presta al consueto zapping. Passa a raffica tutti i canali, non abbastanza veloce (*) perché io non noti “L’Ultimo Samurai” e si ferma mio malgrado su canale5 che offe “Distretto di Polizia”.
Me ne sto buona per un po’ e alla prima pubblicità "gira su 'L’Ultimo Samurai'!” lui esegue e dopo meno di 5 minuti si ritorna su canale5.
Da parte mia, iniziano i mugugni - lui è totalmente indifferente -, i brontolii - lui ancora non reagisce -, le lamentele a mezza bocca - lui mi fa cenno di stare zitta -, a quel punto, comincia il mio andirivieni dalla cucina seguito poi dalla ricerca di una posizione più confortevole sul divano.
Bobone: ma la smetti!?! Ti stai ferma!?!
Io: mi sto annoiando…questo serial è una palla, lo sai che non mi piace…guardiamo “L’Ultimo Samurai”
Bobone: no!
Io: daaaai…
Bobone: no! L’abbiamo già visto!
Io: si vabbè ma almeno è meglio di sto cavolo di Distretto…dai, dai, dai…
Bobone: ieri sera però io con “La frittata del treno” (Pomodori verdi fritti alla fermata del treno - n.d.r.) sono stato buono-buono senza fiatare per accontentarti…
Sono seguiti minuti interminabili di mie risate sguaiate, dopo di che, offeso mi ha spedito a letto in castigo.
Allora ho giocato la carta infame della seduzione e in mezzo minuto si è dimenticato del Distretto.
(*) è stato invece velocissimo a passare da italia1 tanto da tenermi allo scuro della programmazione de “L’Era Glaciale” che ho appreso solo stamattina grazie a Kaos.
Antefatto:
Da oltre 2 settimane il Bobone chiede che a cena gli venga servita, dopo mesi e mesi di astinenza, la peperonata.
In principio si trattava di una richiesta blanda da me accolta con leggerezza, poi, col passare del tempo, è diventata sempre più pressante sino a trasformarsi in supplica.
Dopo 7 giorni dal primo appello mi sono decisa a comprare i peperoni che fino a ieri (a 8 giorni dall’acquisto) sono rimasti parcheggiati nel 2° ripiano del frigo.
Sms delle 10.00
Bobone: a che ora torni stasera?
Io: non lo so, al solito orario credo.
Bobone: cioè?
Io: dai dimmi…che ti serve?
Bobone: niente…stavo solo pensando che se torni sul presto mi puoi preparare la peperonata!?!
Io: va bene, va bene, ti faccio sta peperonata così la smetti di sfiancarmi!
Bobone: ti amissimo!
Sms delle 13.00
Bonone: non vedo l’ora che arrivi sera così torni a casa e mi prepari la peperonata…
Io: potrei tornare più tardi del previsto…
Tempo 1 minuto e mi chiama
Bobone (ansimante): cos’è successo???
Io: Ho un appuntamento alle 19.00
Bobone (sempre più affannato): alle 19.00? alle 19.00??? ma ti sembra l’ora di fissare appuntamenti!?!
Io: Bobino mio adorato…ragiona…posso forse dire al cliente che non possiamo incontrarci perché devo correre a casa a preparare la peperonata!?!
Bobone (avvilito): e adesso come la mettiamo?
Io: …
Bobone (piagnucolante): io me la stavo già pregustando, già mi vedevo a fare la scarpetta…mi hai illuso…eppure lo sapevi, lo sapevi che ci tenevo tanto…
Io: andiamo…non farne una tragedia! Anzi sai cosa ti dico…la prepari tu!
Bobone: io???
Io: si, si tu!
Bobone: ma, ma, ma io non so come si fa…
Io: te lo spiego, è facilissimo…allora lavi i peperoni e li tagli a striscioline…
Bobone: a striscioline come?
Io: a striscioline! Togli tutti i semi e le nervature bianche. Nella padella metti…
Bobone: quale padella?
Io: la padella Bobi la padella…abbiamo una sola padella, quale padella vuoi che sia!?! Dicevo…metti un po’ d’olio e fai soffriggere un po’ di cipolla…
Bobone: un po’ quanta?
Io: mmm…un po’…ne troppa ne poca…un po’! Posso andare avanti? Bene! Allora dicevo dopo aver fatto imbiondire la cipolla ci butti i peperoni, li sali e li cuoci a fuoco alto per circa 10 minuti…a questo punto butti la polpa di pomodoro, abbassi il fuoco e aspetti che si cuociano…ti anticipo che sarà una cosa lunga…
Bobone: si va bene ma lunga quanto? sai che non ho pazienza...
Io: come preferisci...niente peperonata!
Bobone: va beeene...ci provo.
[…]
Sms delle 18.30
Bobone: non mi è ben chiaro il concetto di striscioline…
Io: te tagliale e basta!
Sms delle 18.35
Bobone: Amorinoooo sai la cipolla, no!?! Ecco si…c’è stato un intoppo: da bionda è diventata mora. Che faccio?
Io: Bobi l’hai bruciata, adesso devi rifare tutto da capo…
Seguono 10 minuti di silenzio…
Io: tutto bene con la cipolla?
Bobone: Sai mi sono accorto che i peperoni non sono più tanto freschi…si, a dire il vero, sono tutti avvizziti, sembrano andati a male e non credo si possano mangiare…preparo l’insalata?
Io: ahahaha…getti la spugna allora!?!
Bobone: no, è solo che non mi va più la peperonata!
Io adoro quest’uomo!
Ieri sera io e il Bobone stretti stretti sul divano ci siamo divertiti nel ricordare le miserie passate…
Prima di iniziare la nostra pseudo-convivenza, abitavamo a 100 km di distanza e durante i fine settimana solitamente ero io ad andare da lui.
Un venerdì come tanti altri, dopo il lavoro, lo raggiungo e insieme andiamo al super a fare un po’ di spesa, giusto quel tanto che ci serve per la cena che a domani poi ci penseremo. Cena fredda a base di mozzarelline, insalatina e prosciutto; dopocena casalingo davanti alla tv.
Il sabato mattina seguente con calma, con mooolta calma ci alziamo andiamo al bar per il canonico cappuccino + bombolone alla crema, giretto in centro e poi di nuovo al super per l’approvigionamento necessario al pranzo che tanto sappiam già cosa cucinare: di primo spaghetti con le cozze, di secondo cozze con insalatina, per concludere caffè (cozze) e grappino.
Dopo pranzo sonnellino rigenerante prima di andare in giro per negozi che il Bobone si deve comprare qualcosa perché davanti all’armadio stracolmo di vestiti non sa proprio cosa mettersi.
Il pomeriggio lo passiamo con il portafoglio alla mano che negozio dopo negozio si alleggerisce. Tornati a casa riguardiamo soddisfatti gli acquisti e il Bobone-vanitoso improvvisa un defilè.
E’ tempo di pensare alla cena…ci guardiamo negli occhi, guardiamo nei rispettivi portafogli provati dall’intenso pomeriggio di shopping e in automatico il Bobone parte per comprare le pizze che da TonyPizza con 10 euri si mangia in due. Dopocena svuotiamo i portamonete e centesimino dopo centesimino mettiam su giusto quel che ci serve per comprare due birre…la serata è salva!
Domenica mattina ci alziamo contro voglia perché già sappiamo che il canonico cappuccino + bombolone alla crema lo saltiamo, il Bobone prepara il caffè con mooolto zucchero che almeno qualcosa di dolce lo buttiamo giù.
L’ora di pranzo è scandita dal brontolio delle nostre pance, entriamo nella desolante cucina apriamo l’ancora più desolante frigo che offre: passata di pomodoro ammuffita, un rimasuglio di formaggio del secolo scorso e...niente di più. Il Bobone disperato si gira intorno ed ecco la nostra salvezza: sulla mensola un mezzo vasetto di irriconoscibili carciofini sott’olio. Il pranzo è servito: pane vecchio di 2 giorni e carciofini.
Nel pomeriggio amoreggiamo con più passione del solito perché anche se siamo poveri noi ci amiamo lo stesso. Verso le 17 il Bobone propone di andare a trovare suo fratello perché è certo che ci chiederà di restare a cena. Il fratello dopo meno di un’ora dal nostro arrivo ci invita ad andarcene perché di lì a poco sarebbero arrivati i suoi amici per vedere una partita di calcio che tanto a noi non interessa.
Avviliti e affamati ce ne andiamo, il Bobone mosso da compassione infinta nei miei confronti, a quel punto, decide di farmi tornare a casa considerando che sicuramente mia madre aveva già preparato la cena e lui decide di chiedere credito a TonyPizza che tanto lo conosce e se ci saranno dei problemi saprà dove trovarlo.
Se questa non è miseria!?!